Gnuni Sicilia - Area archeologica di Capo Boeo
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  • Area archeologica di Capo Boeo
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Si Trova: a Marsala
Lat: 37° 48' 11.71708" N - Long: 12° 25' 44.33513" E

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All'interno dell'area archeologica di Lilibeo si trovano i resti dell'antica Lilybaeum.

Questa, dal punto di vista archeologico, si è conservata piuttosto bene, in quanto gli abitati successivi furono costruiti più lontano dalla costa.

Lilibeo fu fondata dai fenici di Mozia scampati all'assedio di Dionisio di Siracusa nel 397 a.C., e dai Cartaginesi.

La città occupava un grande quadrilatero difeso da una cinta muraria rafforzata con torri e protetta su due lati dal mare e, dalla parte della terraferma, da un fossato.

Divenne una base militare inespugnabile.

I Romani riuscirono ad entrarne in possesso soltanto in seguito alla battaglia delle Egadi del 241 a.C., che pose fine alla Prima guerra punica.

Sotto il dominio romano visse un periodo di notevole prosperità economica, tanto che costituì per un certo periodo l'agglomerato urbano più grande e più importante della Sicilia occidentale.

Lilibeo, tra gli altri, ebbe come questore il grande oratore latino Cicerone e fu sede di una fiorente comunità cristiana sin dal III secolo.

Ancora oggi è possibile ammirare il Decumanus maximus, cioè la via più importante dell'antica città.

Di questo è stato portato alla luce un tratto lungo 110 metri.

Si è scoperto che non era percorso dai carri, ma era interamente pedonale.

Nella sua area in epoca bizantina vi fu costruita una chiesa, e vi furono ricavate alcune tombe.

Sono anche stati scoperti tratti delle fortificazioni, un edificio termale pubblico del III secolo d.C., ed un luogo di culto dedicato alla dea Iside.

Nell'insula romana sono stati portati alla luce meravigliosi mosaici.

Fa parte dell'area archeologica anche la chiesa di San Giovanni, al cui interno è possibile accedere alla Grotta della Sibilla che, interamente scavata nella roccia, rappresenta la testimonianza archeologica più antica della diffusione del Cristianesimo a Lilibeo.


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