Gnuni Sicilia - Area archeologica di Leontinoi
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Si Trova: nel territorio tra Lentini e Carlentini
Lat: 37° 16' 22.15778" N - Long: 15° 0' 19.10591" E

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Leontinoi è stata una delle più antiche colonie greche di Sicilia.

Fu fondata, nel 729 a.C., da coloni calcidesi guidati da Teocle, provenienti dalla vicina Naxos.

La città grazie al dominio che aveva sulla fertilissima piana di Catania, raggiunse presto una certa importanza.

Occupò il colle San Mauro e, poco più tardi, il colle Metapiccola con anche la valle di San Mauro.

Ambedue i colli erano stati precedentemente abitati sin dall'età del rame dai Sicani e dai Siculi, come dimostrano i ritrovamenti archeologici, compreso un villaggio preistorico sul colle Metapiccola.

Nel 650 a.C., Leontinoi fondò anche una colonia: Euboia.

La vicinanza della potentissima Siracusa pesò tanto sulla città che, nel 427 a.C., chiamò in aiuto gli ateniesi tramite un suo celebre cittadino: il sofista Gorgia; nonostante la pace di Gela però Leontinoi non ebbe la meglio.

Nel 214 a.C., nel corso della II guerra punica, attaccata dal potente esercito del console Marcello, Leontìnoi entrò definitivamente nell'orbita di Roma; divenne città censoria, cioè il suo territorio venne dato in affitto a forestieri dietro il pagamento di un canone; in seguito la sua popolazione si trasferì nelle campagne circostanti e scomparve come città.

Oggi di Leontinoi sono state riportate alla luce le fortificazioni della Porta Siracusana, la necropoli ellenistica e le mura intorno alla testa meridionale del colle San Mauro.

Mentre in cima ai colli si trovavano le aree sacre, l'abitato, con case di tipo rupestre e semirupestre, si trovava alle pendici dei due colli e nel fondovalle, che doveva ospitare anche l'agorà.

I reperti degli scavi di Leontinoi sono custoditi nel museo archeologico di Lentini, nel museo "Paolo Orsi" di Siracusa e nel Pergamon Museum di Berlino.

Oltre ai resti dell'antica città, l'area archeologica comprende anche le necropoli nord e sud, il villaggio preistorico della Metapiccola, alcune tombe piramidali ed interessanti insediamenti rupestri appartenenti ad epoche diverse: abitazioni e luoghi di culto.

Spicca in particolar modo la grotta con la Chiesa del Crocifisso, che conserva il più ricco ciclo di affreschi bizantini della Sicilia.

Di grande importanza è anche il "Castrum Vetus", fortezza federiciana di cui rimangono un grande muraglione di sbarramento, i resti di una torre e la sala ipogeica.

L'area archeologica è aperta la mattina di tutti i giorni feriali: ore 9:00 - 14:00; ultimo accesso alle 13:00.


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