Gnuni Sicilia - Castello Barresi di Pietraperzia
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  • Castello Barresi di Pietraperzia
  • Castello Barresi di Pietraperzia
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Si Trova: a Pietraperzia
Lat: 37° 25' 29.06078" N - Long: 14° 8' 10.39868" E

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Il Castello di Pietraperzia è ubicato sulle quote più alte della cresta rocciosa che domina il paese; la sua storia inizia nel 1060, quando al seguito del Conte Ruggero il Normanno, arriva in Sicilia Abbo Barresi, che costruisce il castello su concessione dello stesso Conte Ruggero.

Nel 1320 iniziò la ricostruzione del castello aggiungendovi anche un torrione quadrangolare.

Il castello appartenne per molte generazioni alla famiglia Barresi-Branciforte, che fece rinforzare le mura di cinta con nuove torri sia quadrangolari che circolari, e verso fine secolo Giovanni Antonio Barresi decise la costruzione di un terzo grandioso edificio a poca distanza dal torrione trecentesco.

Si tratta di una costruzione di pianta rettangolare ad una quota inferiore rispetto ai precedenti edifici.

Nel 1571 l'antica fortezza venne trasformata in un elegantissimo palazzo.

Con la fine del feudalesimo il castello venne dato in affitto al comune che usò i piani cantinati come carcere: tale utilizzo durerà fino al 1906.

Il maestoso Castello si era mantenuto quasi del tutto integro nelle sue diverse componenti architettoniche fino ai primi anni del 1900, ma calamità naturali e incuria lo hanno ridotto a un rudere.

Quanto rimane è degno della massima attenzione, trattandosi di uno dei maggiori esempi di architettura castellana della Sicilia.

Vi sono rari e preziosi pavimenti in maiolica monocroma blu cobalto su fondo bianco, di provenienza iberica e in parte di fabbrica siciliana.

I ruderi architettonici del complesso castellano si trovano ubicati grosso modo in tre collocazioni diverse in dipendenza delle diverse epoche in cui sono stati realizzati.

I resti del nucleo più antico dominano il centro del paese, mentre gli edifici costruiti nel quattro-cinquecento sono stati raggiunti dall'espansione del centro abitato.

La mole squadrata del torrione trecentesco è ridotta quasi alla metà del sue volume per il crollo di una sua porzione verticale.

Parzialmente riconoscibile la cinta delle mura con le sue torri circolari.

Infine l'unico edificio che si presenta con una riconoscibile planimetria unitaria e regolare è il grandioso palazzo quattro-cinquecentesco su pianta rettangolare oblunga con corte interna a cielo aperto a causa dei crolli che in epoca recente l'hanno ridotto a più monconi.

In alcuni ambienti sotterranei, identificabili come prigioni, sono stati rinvenuti graffiti raffiguranti scene di caccia, esecuzioni capitali, forche e patiboli, imbarcazioni, volti e figure umane, scritte, nomi, date, croci, stelle e uccelli.

Il "mastio" era situato sopra la cima del colle ed in parte era stato ricavato nella viva roccia, costituendo così un inespugnabile baluardo di eccezionale robustezza.

La porta d’ingresso al castello era rivolta a mezzogiorno, quella del mastio a nord-ovest; ad esse si poteva accedere dal cortile interno tramite gradini ritagliati nella roccia.

Sotto al "mastio" sono ancora visibili i gradini, ritagliati nella roccia, che portavano alle prigioni sotterranee, ed alla torre della "Corona del Re", a base ottagonale.

La cappella, ad unica navata, era abbellita con affreschi e da un dipinto raffigurante la Madonna della Catena.

Il castello è visitabile su prenotazione, rivolgersi ai vigili urbani.


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