Gnuni Sicilia - Castello di Naro
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Lat: 37° 17' 52.44951" N - Long: 13° 47' 36.81695" E

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Il castello di Naro sorse nel trecento, sul posto di una fortezza saracena.

Nel 1324 vi soggiornò Federico II d'Aragona, che ne ordinò il restauro soprattutto del torrione quadrato in cui furono apposte nel muro ad ovest le armi araldiche aragonesi.

Nel 1392, estinta la famiglia Chiaramonte, re Martino lo assegnò a Raimondo Moncada; in seguito fu assegnato alla castellana Mazziotta di Alagona.

Nel 1398 Re Martino vi soggiornò con la regina Maria.

In seguito il potente Conte di Modica Bernardo Cabrera penetrò a tradimento nel castello, poiché Naro era fedele alla giovane e bella regina Bianca di Navarra, e dopo averne ucciso il castellano Lop di Leone, ne fece tagliare a pezzi il cadavere e fece anche murare viva nel castello una badessa parente del castellano.

Sotto re Filippo III di Sicilia, nel 1645 circa, divenne proprietà dell'Università di Naro, in seguito fu adibito a carcere.

Il castello è a pianta rettangolare.

Nel muro est della torre maggiore vi sono delle bifore ad arco ogivale che illuminano la sala del Principe, un ampio salone diviso da un arco acuto su capitelli e piccole colonne.

Nel livello inferiore della torre vi è un grande salone con agli angoli degli ambienti usati come prigioni; nel piano interrato, un altro salone in corrispondenza dei due superiori.

Attorno al cortile c'erano le scuderie e gli alloggi dei soldati, al centro una cisterna.

Si possono ancora ammirare il portale a sesto acuto e il magnifico salone.

Anche questo castello, come molti altri, ha la storia di un fantasma: quello della castellana Giselda, che vaga sulla terrazza della torre da dove precipitò il suo amato ucciso dal marito.

Il castello nel 1912 è stato dichiarato monumento nazionale ed è stato restaurato ed adibito a museo.


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