Gnuni Sicilia - Castello di Paternò
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Si Trova: nella collina storica di Paternò
Lat: 37° 33' 55.99417" N - Long: 14° 53' 38.00247" E

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E’ uno dei monumenti più notevoli lasciati dai Normanni.

È un maestoso torrione parallelepipedo alto 34 metri che, dall’alto di una rocca basaltica, domina il paese.

Il castello fu fatto edificare nel 1072 dal Gran Conte Ruggero per garantire, assieme ai castelli di Adrano e di Motta S.Anastasia, la protezione della valle del Simeto dalle incursioni islamiche.

Fu assegnato alla figlia di Ruggero, Flandrina, sposa di Enrico di Lombardia.

Attorno al castello e al piccolo borgo la popolazione iniziò a crescere grazie ai numerosi mercenari al seguito dei conquistatori normanni e all'arrivo di coloni provenienti dall'Italia settentrionale attirati dai privilegi loro concessi.

Il primo nucleo del maniero fu ben presto ampliato e utilizzato per usi civili, divenendo la sede signorile della Contea di Paternò che Enrico VI di Svevia assegnò nel 1195 al nobile di origine normanna Bartolomeo de Luci consanguineo del sovrano svevo.

Il Castello negli anni seguenti ospitò re e regine, tra i quali l'Imperatore Federico II di Svevia, la regina Eleonora d'Angiò e la regina Bianca di Navarra.

Per concessione di Federico II passò a Galvano Lancia.

Dopo il 1431 appartenne alla famiglia Speciale e dal 1456 fino alla fine del feudalesimo fu proprietà della famiglia vicereale dei Moncada.

Utilizzato come carcere nel XVIII secolo iniziò il processo di degrado e abbandono, ma dalla fine dell’Ottocento ha visto diverse campagne di restauro che gli hanno restituito l'antica possenza.

Al piano terra si trovano una serie di ambienti di servizio e la cappella di S.Giovanni ornata da pregevolissimi affreschi del XIII secolo.

Al primo piano il grande salone d’armi è illuminato da una serie di belle bifore; qui si scorgono anche interessanti graffiti lasciati dai carcerati.

All'ultimo piano quattro grandi ambienti un tempo adibiti per l'abitazione del re sono disimpegnati da un vano delle dimensioni del salone sottostante e disposto trasversalmente ad esso, chiuso su entrambi i lati da due grandi e magnificenti bifore gotiche che aprono lo sguardo verso un bellissimo panorama con il Simeto da un lato e l'Etna dall'altro.

Orari di apertura: da martedì a sabato dalle 9:00 alle 19:00.


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