Gnuni Sicilia - Castello di Resuttano
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  • Castello di Resuttano
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Lat: 37° 41' 5.656436" N - Long: 14° 3' 34.69709" E

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I ruderi del castello di Resuttano raccontano una storia piuttosto lunga: nonostante il castello risalga al periodo normanno, già in età araba era esistente una fortificazione in questo luogo, e probabilmente, molto tempo prima, da queste parti sorgeva una "statio" romana, o una locanda.

Il paesaggio di questo lembo di Sicilia è connotato da una forte impronta agricola che per millenni è rimasta pressoché inalterata, ed anche il castello, nonostante la sua torre svettante, è stato utilizzato come una sorta di "Fattoria fortificata", con connotazioni più agricole che da difesa.

Il castello con i normanni divenne una stazione di transito, in quanto è collocato in un crocevia che era l'unione delle più importanti vie di comunicazione della Sicilia araba.

Nel 1337 vi sostò Federico II d'Aragona durante un suo viaggio da Palermo a Catania.

A partire dal XV secolo appartenne ai Ventimiglia di Geraci; il secolo successivo appartenne alla famiglia Romano.

A partire dal 1600 il castello perdette la funzione militare, conservando solo quella di fattoria.

Passò in seguito ai Natoli che, ottenuta la "licentia populandi", fondarono il paese di Resuttano.

Questa famiglia mantenne il castello fino all'abolizione della feudalità, nel 1812.

Nel dicembre del 1997 la Soprintendenza ai Beni Culturali ha portato a termine l'esproprio del complesso murario e ne ha consolidato le strutture che sono composte da un torrione quadrato su due livelli, attorno al quale si trovano edifici minori adibiti probabilmente a scuderie ed alloggi per la servitù.

Alcune finestre conservano degli eleganti elementi architettonici.

Nel castello si possono ammirare, tra l'altro, degli archi in stile romanico, una finestra con architrave rinascimentale e una scala a chiocciola; nel muro del cortile interno vi è lo stemma con le iniziali di Francesco Berto Ventimiglia.


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