Gnuni Sicilia - Castello Maniace
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Si Trova: a Siracusa
Lat: 37° 3' 12.96266" N - Long: 15° 17' 43.55166" E

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Il castello Maniace è uno dei più importanti monumenti del periodo svevo in Sicilia, ed uno dei più belli tra i castelli federiciani.

Il suo progetto fu ideato dallo stesso imperatore Federico II, che chiamò l'architetto Riccardo da Lentini per la sua costruzione, che avvenne tra il 1232 ed il 1240.

Il nome lo prese erroneamente dal generale bizantino Giorgio Maniace, che nel 1038 riconquistò la città in mano agli arabi.

Questo è cronologicamente il primo castello del trittico formato assieme ai castelli svevi di Augusta e Catania; ma mentre questi ultimi sono di concezione più strettamente militare, questo sembra esser stato concepito per essere più che altro una residenza nobiliare; lo si evince dai grossi massi squadrati di cui è composto, e dall'architettura che internamente lo compone.

Attualmente è costituito da tre blocchi costruttivi: il castello svevo, il bastione della Vignazza ed il cortile di collegamento con la città.

Il castello svevo ha pianta quadrata, con lati larghi 51 metri ed alti 12, con torri cilindriche agli angoli.

All'interno, l'intero pianterreno doveva essere costituito da un unico enorme salone.

Il castello subì la rivolta dei Vespri del 1282; nel 1288 il re Pietro d'Aragona vi dimorò con la sua famiglia e nel 1302 Federico d'Aragona vi firmò l'armistizio con gli angioini.

Nel 1321 ospitò una seduta del Parlamento siciliano, atta a sancire l'eredità del figlio di Alfonso III d'Aragona, Federico III d'Aragona.

Nel 1325 Pietro II d'Aragona fece costruire due forti a supporto del Castello.

Il castello ospitò la regina Costanza nel 1362, la regina Maria nel 1399, la regina Bianca nel 1416 e Germana de Foix, moglie di Ferdinando il Cattolico.

Il castello fu anche teatro delle numerose contese tra i baroni siracusani, che non accettavano l'istituto della Camera Reginale, e il potere centrale.

Per quasi tutto il XV secolo fu utilizzato come prigione.

Dopo il 1535 il castello fu rafforzato contro l'impiego di artiglierie; precedentemente alla realizzazione dei contrafforti sorti in questo periodo, le pareti nord-est e sud-ovest del castello erano a picco sul mare, le altre erano affiancate da fossati sui quali si abbassava il ponte levatoio.

La piattaforma della Vignazza, posta verso il mare, fu ultimata nel XVII secolo con l'aggiunta di un baluardo difensivo dalla forma di punta di diamante, che costituisce l'estrema propaggine del castello verso il mare.

Il giorno 5 novembre 1704 l'edificio subì la violentissima esplosione della polveriera; in epoca borbonica nel cortile di fronte al castello venne costruita una casamatta; in seguito il castello rimase un'opera militare fino alla seconda guerra mondiale.

Oggi è di pubblica fruizione.

Per info: 0931 464420; aperto da lunedi a sabato dalle ore 9:00 alle 13:00.


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