Gnuni Sicilia - Castello Ursino
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Si Trova: a Catania
Lat: 37° 29' 56.71832" N - Long: 15° 5' 5.221438" E

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Bell'esempio di architettura sveva in Sicilia, il Castello Ursino di Catania fu costruito sotto la guida dell'architetto Riccardo da Lentini probabilmente su disegno dello stesso imperatore Federico II; questi aveva pensato il maniero all'interno di un più complesso sistema difensivo costiero della Sicilia orientale, di cui fanno parte anche il castello di Augusta ed il castello Maniace di Siracusa.

Il progetto fu realizzato su un promontorio di roccia sul mare, collegata con un istmo alla città ed alle mura cittadine; fu dotato anche di un imponente fossato e di un ponte levatoio.

In base alla sua posizione, il nome "Ursino" derivedebbe dunque da "Cartrum Sinus", cioè "Castello del Golfo".

Nel 1282 all'interno del castello si vissero alcuni dei momenti più importanti della guerra del Vespro.

Fu in seguito sede della corte aragonese e ospitò tutti i re di Sicilia, da Federico III e tutti i suoi discendenti fino al 1415, con la regina Bianca di Navarra.

Nel 1416, nella sala del Parlamento si svolsero gli ultimi atti della vita politica che videro Catania come città capitale del regno.

Nel XVI secolo in prossimità del Castello venne costruito un bastione detto di San Giorgio e furono eseguite alcune modifiche in stile rinascimentale, ma il castello vide sempre più indebolito il suo ruolo militare, diventando temporaneamente dimora di viceré, mentre una parte di esso fu adibito a prigione.

Nel 1669 la tremenda eruzione dell'Etna che colpì Catania arrivò anche al Castello; la lava colmò il fossato, spezzò le catene del ponte levatoio, coprì i bastioni e spostò per alcune centinaia di metri anche la linea di costa, cosicché il Castello oltre alla vicinanza del mare perse visivamente anche circa la metà della sua altezza.

Ristrutturato dopo il terremoto del 1693, continuò ad ospitare le guarnigioni militari; rimase tuttavia prigione fino al 1838 quando il governo borbonico vi apportò restauri e vi aggiunse nuove fabbriche che finirono con l'occultare sempre più l'originaria struttura sveva.

Nel 1932 il Castello fu acquisito dal Comune e sottoposto ad un nuovo e radicale restauro in vista della sua trasformazione in Museo.

La costruzione è a pianta quadrata; i quattro angoli sono dotati di torri circolari e sono sopravvissute anche due torri mediane, in cui stavano delle eleganti scale a chiocciola.

Le mura sono realizzate in pietrame lavico.

Le basi delle scarpate che lo slanciavano sono visibili nel fossato del lato Sud.

Il lato settentrionale è il meglio conservato; qui l'entrata del castello era difesa dal ponte levatoio e da mura difensive i cui resti sono ancora visibili nel fossato di fronte all'entrata.

Sempre in questo lato è presente una nicchia con una scultura raffigurante un'aquila sveva che afferra una lepre simbolo del potere di Federico II.

Nel lato sud una porta secondaria conduceva all'imbarcadero.

Nel lato est si trova una bella finestra di età rinascimentale con un pentalfa in pietra nera lavica.

Al suo interno si sviluppava la corte e vi rimane un bel cortile con scala esterna in stile gotico-catalano costruita in età rinascimentale.

Tutt'ora all'interno e nel cortile sono visibili degli interessanti graffiti lasciati dai carcerati nei secoli scorsi.

Dal 1934 il Castello Ursino è sede del Museo Civico.

Sono attualmente visitabili il piano terra, il cortile e alcune sale del primo piano.

Il castello è aperto da lunedì a sabato delle 9:00 alle 13:30 e dalle 14:15 alle 19:00 (vendita ultimo biglietto alle 13:00 e alle ore 18:30); Domenica dalle 9:00 alle 13:30 (vendita ultimo biglietto alle 13:00); Per contatti tel 095345830 - fax 0957233568.


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