Gnuni Sicilia - Cava d'Ispica
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  • Cava d
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Lat: 36° 48' 0.025473" N - Long: 14° 54' 22.06741" E

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Tra i comuni di Ispica e Modica, la Cava d'Ispica si snoda lungo una valle che corre verso il mare per 13 km in uno scenario naturale fatto di rocce calcaree e ricco di una varia flora mediterranea.

Nella Cava d'Ispica si situano insediamenti trogloditici, santuarietti e necropoli.

Sia le fonti antiche che la documentazione archeologica, fanno di Cava Ispica uno dei siti in cui l’insediamento umano si è particolarmente attestato fin dall’età preistorica tra l’Antica età del Bronzo ed il periodo medievale fino al XIV secolo quando fu abbandonata la parte settentrionale mentre la parte meridionale continuò ad essere vitale fino al 1693, quando il sito di Spaccaforno fu distrutto dal terremoto.

All'Antica età del bronzo appartiene una serie di insediamenti distribuiti lungo la valle, la cui evidenza è costituita dalle necropoli ricavate in grotticelle del tipo a forno che si sono conservate.

A Cava d'Ispica si conservano anche i resti della Chiesa di San Pancrati, una delle più antiche chiese del comprensorio ibleo, risalente alla metà del VI secolo.

Il nome di 'Cava d'Ispica' si riferisce solo alla parte nord del sito, quella più vicina a Modica, la parte sud sul territorio di Ispica invece è chiamata 'Forza' e si riferisce all'antico Fortilitium.

Le abitazioni rupestri sono comuni sugli Iblei e si trovano anche a Modica.

Le caverne somigliano a quelle di Palazzolo e di Pantalica.

All'interno della Cava si trova una catacomba di epoca paleocristiana.

Nella zona sono state trovate tracce della presenza di un villaggio preistorico dell'età del bronzo tra cui basi di capanne circolari, tracce di un muraglione e alcuni focolari sistemati in spazi comuni.

Sicuramente il sito costituiva il luogo ideale per una popolazione primitiva per la quale era necessario difendersi dagli animali e dai nemici.

Difese naturali erano la vegetazione folta e fitta e il fiume che scorreva in fondo alla valle.

Esisteva poi uno sbarramento naturale costituito da un enorme blocco di roccia che chiudeva il passaggio in direzione di Ispica, l'attuale cittadina a Sud della Cava.

Numerosi reperti preistorici provenienti da Cava Ispica sono conservati nel Museo Archeologico "Paolo Orsi" di Siracusa, nel Museo archeologico di Ragusa e nel Museo civico di Modica; questi documentano una vera e propria stazione protostorica a Cava d'Ispica.

I Siculi, invasa la Sicilia, si impadronirono degli insediamenti sicani della Cava Ispica e ne fondarono di nuovi formando nuovamente delle comunità che permasero fino al terremoto del 1693.

Dopo il terremoto parte della popolazione si trasferì dalla vecchia Spaccaforno (da Hyspicaefundus) nella nuova città, in seguito denominata (dal 1935) Ispica, e per la Cava iniziò un lungo periodo di abbandono.


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