Gnuni Sicilia - Cittadella Fortificata di Milazzo
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  • Cittadella Fortificata di Milazzo
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Lat: 38° 13' 53.33828" N - Long: 15° 14' 29.35114" E

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Il Borgo antico di Milazzo è sovrastato dall'imponente mole del castello, inglobato in una vastissima area occupata dalla Cittadella Fortificata, che è una delle più grandi in Europa.

Le varie stratificazioni parlano di una storia cominciata sulla sommità del colle nel 4000 a.C., con un insediamento neolitico, posto nella parte settentrionale dell'area del castello, ed una necropoli.

I reperti che si trovano allontanandosi dalla sommità del colle, che ospita anche il maniero, appartengono a periodi storici via via più recenti.

Sul colle ci furono anche un insediamento greco, un castrum romano, uno bizantino, delle fortificazioni arabe.

In realtà con l'epoca degli arabi scompaiono le tracce artistiche preesistenti, gli anfratti più antichi risalgono infatti a quest'epoca, ma la storia ci permette di conoscerne l'esistenza.

Gli arabi, dunque, iniziarono la costruzione del primo nucleo del castello, che fu successivamente ampliato da normanni e svevi con l'architetto Riccardo da Lentini.

Il salone del parlamento ha architettura normanna, il portale d'ingresso del maniero ha fattezze sveve.

Nel 1295, nel salone, con archi in stile arabo ed un camino monumentale, si riunì il Parlamento siciliano, in una sessione presieduta da Federico II d'Aragona, aperta per discutere della congiura ordita da Giacomo II d'Aragona nei confronti di Federico II; Giacomo aveva tentato di cedere l'isola agli Angioini, questa era un'azione di alto tradimento.

La cinta muraria comprende otto torrioni ed i muri di raccordo della piazza d'armi, che sotto ha una grande cisterna.

Sotto il castello vi è la cosiddetta "Grotta di Polifemo", un antro naturale che è stato utilizzato come lazzaretto quando la peste divagava, e come fabbrica di polvere da sparo.

Durante la seconda guerra mondiale ospitò le artiglierie, ed oggi è chiusa e versa in stato di abbandono.

Una caratteristica che accomuna le varie parti del castello è l'utilizzo della pietra lavica, sia come rinforzo che come elemento decorativo, ad esempio per gli splendidi archi ogivali.

Anche il camino e le palle per le catapulte sono in pietra lavica.

Tra le decorazioni in pietra lavica spicca, in un contrafforte angolare, uno scarabeo; altri elementi decorativi dal significato esoterico si trovano nelle mura esterne del castello.

Allontanandosi dal castello si incontrano una cinta di mura aragonesi e una cinta spagnola.

Da un'espanzione della cittadella fortificata, tra il XV ed il XVIII secolo, derivò il Borgo Antico di Milazzo; ancora oggi è possibile visitare all'interno della cittadella l'antico Duomo, dei primi anni del XVII secolo, con una cupola di soli 13 metri e senza tamburo, così costruita per non ostacolare il tiro delle artiglierie.

La cittadella fortificata arrivò a contenere circa 2500 abitanti, che gradualmente la abbandonarono.

Il definitivo abbandono fu dovuto ad un incendio che nel 1778 distrusse la sede municipale.

Nel 1860 il castello fu l'ultimo baluardo borbonico; fu infatti teatro di una battaglia tra garibaldini e soldati borbonici che si risolse con la resa da parte di questi ultimi a causa del tradimento del capitano Amilcare Aguissola, che cannoneggiò incessantemente le forze borboniche costringendole al ritiro ed alla successiva resa.

In seguito, fino agli anni sessanta del secolo scorso, il castello fu utilizzato come carcere giudiziario e subì notevoli rimaneggiamenti.

Oggi l'intera area è stata dicharata Monumento nazionale, è stata sottoposta a lunghi restauri e sono in corso progetti volti ad inserire l'intera cittadella fortificata ed il Borgo Antico nella lista dei siti UNESCO.

Dal castello si gode di un panorama che spazia dal golfo di Patti a quello di Milazzo, dalle isole Eolie all'entroterra, fino a vedere la sommità dell'Etna.

Il castello è aperto tutti i giorni escluso il lunedì dalle 8:30 alle 13:30 e dalle 15:30 alle 19:30.

Il biglietto d'ingresso intero costa 5 euro.

Per info tel: 090 9221291.


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