Gnuni Sicilia - Megaliti dell'Argimusco
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Si Trova: a nord dell'Etna
Lat: 37° 59' 22.31366" N - Long: 15° 2' 31.88039" E

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Poco più a nord dell'Etna, immersi nel silenzio tra i monti Nebrodi ed i Peloritani, si trovano le enormi e misteriose rocce dell'altopiano dell'Argimusco.

Sono rocce di arenaria, ed hanno forme di rara bellezza; modellate dagli agenti atmosferici o forse dalla mano dell'uomo, rendono questo un luogo magico.

Ci troviamo all'interno della riserva naturale orientata Bosco di Malabotta, in un punto panoramicissimo con vista sull'Etna, sulle Eolie e sui monti circostanti.

In realtà non è mai stato affrontato uno studio serio e sistematico riguardo questo sito, ma i siciliani con il tempo hanno dato un nome a ciascuna figura che le rocce raffigurano; così troviamo tra le più suggestive la roccia dell'aquila e quella della dama orante, alta 25 metri, la roccia del guerriero, quella del volto, quella della torre, le rocce con i simboli dell'uomo e della donna, e tante altre raffiguranti sfere, occhi, forme geometriche.

Molte rocce ospitano più forme, riconoscibili a seconda del lato da cui si osservano.

Presso la Rupe dell'acqua si trovano delle vasche di cui una ha forma regolare di un metro e mezzo per 45 centimetri.

Esistono due ipotesi principali riguardente l'origine di questo sito: una lo farebbe risalire a circa 6000 anni fa, in epoca preistorica, l'altra sostiene invece che sia di origine medievale, e secondo questa teoria si tratterebbe di un sito astronomico utilizzato per curare il re Federico III mediante l'utilizzo delle sanguisughe in un contesto che richiamava le costellazioni celesti (aquila, vergine, ecc.).

Rimane comunque più accreditata la teoria secondo la quale sarebbe stata solo la stessa natura a modellare queste rocce mediante l'erosione dell'acqua e del vento.

Comunque sia, visitate l'Argimusco e rimarrete incantati dalle atmosfere di uno degli angoli più preziosi e meno conosciuti della Sicilia!


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