Gnuni Sicilia - Morgantina
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  • Morgantina
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Lat: 37° 25' 54.07809" N - Long: 14° 28' 44.55010" E

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Morgantina è un'antica città sicula e greca, bellissimo sito archeologico nel territorio di Aidone.

Per circa mille anni è stata una città fiorente; vi sono stati rinvenuti reperti che vanno dalla preistoria all'epoca romana.

Il suo periodo di massimo splendore va dalla metà del V alla fine del I secolo a.C.

Da questo sito provengono importantissimi reperti archeologici come la famosa Venere di Morgantina, custodita presso il museo archeologico di Aidone, e il Tesoro di Morgantina: una raccolta di pezzi d'argento di particolare pregio risalenti al III secolo a.C.

Ebbe pure una sua zecca: la monetazione di Morgantina copre un arco di tempo che s'estende dal V al II secolo a.C., ed è una delle più interessanti delle città del centro della Sicilia, sia per la varietà di tipologia dei coni, sia per l'alto livello artistico dell'incisione.

Alla prima età del bronzo (2100-1600 a.C.) risale un villaggio di capanne circolari e rettangolari che occupò il colle di Cittadella.

Nel 459 a.C., la città venne presa e distrutta da Ducezio, condottiero dei Siculi, durante la rivolta contro il dominio greco.

Il suo territorio passò nell'orbita di Siracusa e fu poi ceduto a Camarina nel 424 a.C.

Nel 396 a.C., Morgantina fu conquistata da Dionisio I, tiranno di Siracusa, ma ostile ai siracusani ospitò l'esercito punico guidato da Magone.

Intorno al 340 a.C., Timoleonte si impadronì del territorio e la città venne ricostruita sul pianoro di Serra Orlando: furono edificate le nuove mura e se ne delineò l'assetto urbanistico a schema ortogonale; la popolazione aumentò parecchio con l'arrivo di nuovi coloni dalla Grecia.

Agatocle fece realizzare l'agorà, il massimo splendore fu quindi raggiunto nel III secolo a.C., durante il lungo regno di Gerone II.

La città fu assediata e distrutta nel 211 da Marco Cornelio Cethego che la consegnò ai mercenari ispanici quale premio per avere permesso al Console Claudio Marcello la conquista di Siracusa.

Dopo la conquista romana le mura vennero abbattute e l'abitato si restrinse notevolmente, ma la città continuò a vivere come importante nodo commerciale per la produzione di terrecotte e soprattutto per la produzione di cereali, di olio e vino.

La Polis venne progressivamente trasformata in un oppidum romano utilizzato dalle varie legioni di passaggio per la Sicilia finché, intorno al 30 a.C., Morgantina venne gradualmente abbandonata.

La zona archeologica occupa un'area di oltre venti ettari, e i resti della città sono notevoli: diversi edifici pubblici, il pritaneo, l'ekklesiasterion, il duplice "santuario dell'Agorà", il granaio pubblico, la "Grande Fornace", il teatro e il macello romano e importanti case di abitazione riccamente ornate da mosaici, come le case "del Capitello dorico", "del Mosaico di Ganimede", "della Cisterna ad arco", "delle Antefisse", "dei Capitelli tuscanici", "del Magistrato", e ancora, la "Casa Fontana" e la "Casa sud-est".

La collina ad est del pianoro su cui sorge la città, distante circa un chilometro, è il sito dell'antica città, distrutta da Ducezio; Sulla sommità sono i resti di un tempio dalla pianta assai allungata, databile alla seconda metà del VI secolo a.C.


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