Gnuni Sicilia - Mozia
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Si Trova: nel cosiddetto 'Stagnone' di Marsala
Lat: 37° 52' 4.653950" N - Long: 12° 28' 5.772228" E

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L'incanto e il fascino di Mozia (oggi Isola San Pantaleo) sono dovuti alla collocazione ambientale e ai resti dell'antica città fenicia che vi sorse.

Un'isola così piccola che pare inimmaginabile che possa avere avuto parte tanto importante nella storia della Sicilia; qui i Fenici diedero vita ad una prosperosa colonia.

La posizione strategica, circondata dalle acque basse della laguna dello Stagnone, la rese un obiettivo ambito sia dai cartaginesi che dai siracusani, che la presero dopo molti tentativi e la distrussero completamente.

Mozia fu dimenticata per secoli, per essere riscoperta solo alla fine dell'800 da Giuseppe Whitaker, un nobile inglese la cui famiglia si era stabilita in Sicilia ed aveva avviato un fiorente commercio di esportazione di vino Marsala.

Sull'isola si erge l'abitazione dei Whitaker, oggi trasformata in museo, ed è a questa famiglia che appartiene.

L'isola era una stazione commerciale e doveva fungere da punto di attracco per le navi fenicie in rotta nel Mediterraneo.

Con l'inizio della colonizzazione greca i Fenici ripiegarono sulla parte occidentale e Motya accrebbe la sua importanza divenendo una cittadina.

I contrasti tra Greci e Cartaginesi per il predominio sulla Sicilia coinvolsero l'isola che venne cinta di mura.

Delle due porte che consentivano l'accesso alla città la porta nord era la principale ed è la meglio conservata.

Si vedono i resti delle due torri che la fiancheggiavano.

L'asse viario che usciva dalla Porta Nord, proseguiva con una strada artificiale che a 40 cm sotto il livello del mare collegava l'isola con il promontorio di Birgi sulla terraferma.

La strada lunga circa 1,7 km e larga circa 7 m, in modo da consentire il passaggio di due carri affiancati, è conservata a tratti e attualmente il tracciato è evidenziato da "cippi" che emergono dall'acqua; la strada si può ancora percorrere a piedi.

Nel Museo Whitaker sono esposti oggetti rinvenuti sull'isola stessa, e nella necropoli di Birgi, sul litorale di fronte a Mozia.

La collezione di sculture comprende statuette di divinità madri, testine di terracotta d'influenza greca ed il superbo Efebo di Mozia assolutamente da non perdere.

Si può fare a Mozia un salto in un passato affascinante, immerso nella natura, e godere dei colori e dei profumi intensi che la Sicilia offre.

Nel 2006 Mozia, insieme all'antica Lilibeo, è stata inserita tra i siti candidati come Patrimonio dell'umanità dell'Unesco.


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