Gnuni Sicilia - Scavi di Campanarazzo
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Si Trova: in territorio di Misterbianco, nei pressi di Poggio Lupo
Lat: 37° 32' 24.42089" N - Long: 15° 1' 51.73063" E

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Pare che il sito di Campanarazzu risalga al 1300.

Il nome "Campanarazzu" si riferisce ad una campana sopravvissuta alla colata lavica che l'11 marzo del 1669 accerchiò e distrusse l'antica Misterbianco.

Abbandonato il luogo del disastro, la popolazione decise di ricostruire il paese più a valle.

Campanarazzu è oggi un sito archeologico, probabilmente il primo al mondo, dove si è scavato al di sotto di una eruzione lavica formata da durissimo basalto.

Gli scavi hanno permesso di ritrovare la chiesa Matrice ben conservata: l'azione della lava, fortunatamente è stata più quella di copertura, che di distruzione.

Sono stati riportati alla luce l'intera navata principale, l'altare centrale e quelli laterali, i resti di un affresco, il battistero, la bellissima porta laterale e l'ingresso principale.

Il pavimento, in gran parte in cotto, è stato protetto dalla caduta del tetto, che ha fatto da cuscinetto, e su cui si è riversata la lava.

E' anche stata riportata alla luce la parte più antica dell'edificio di culto, la cappella gotica, che probabilmente è stato il primo embrione dell'antica chiesa, risalente con molta probabilità al 1200, con pavimento in maiolica blu e bianco.

Nelle cripte sottostanti sono stati ritrovati dei resti mortali che sono stati composti in cassette e riposti negli stessi punti in cui sono stati rinvenuti.

Davanti all'ingresso principale della chiesa è venuto alla luce anche il pavimento con i primi gradini realizzato in fasce di pietra lavica con al centro un acciottolato ben conservato e lo stipite sinistro in pietra bianca.

Il cantiere è ancora in fase di lavorazione, per cui il sito archeologico non è aperto al pubblico; è possibile però effettuare delle visite guidate ogni ultimo sabato del mese, ma anche su eventuali prenotazioni di gruppi organizzati.


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